Fatti e misfatti


Il ladro gentiluomo

È notte fonda, circa le tre e mezza, e io dormo profondamente, nella mia casetta a ridosso del parco dell'Insugherata. Si fa per dire, profondamente: sento il gatto del vicino muoversi giù nel cortile, producendo quel tipico rumore di foglie secche acciaccate, Però, strano, il rumore non sembra provenire da destra, dalla finestra, ma da sinistra, o meglio ancora, dal fondo della stanza. Apro gli occhi e vedo una figura maschile, con una lucina in mano, che scartoccia tra le mie cose sul mobile in fondo al lettone.
Silvia Magnanimi ...Continua a leggere

donna

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la redazione

Io Donna

L'incosciente viversi il flusso dei giorni.
Esseri immuni, eterni, intoccabili quasi.
Scoprirsi, improvvisamente, fragili ed attaccabili.
Anzi, palesemente violati.
Un giorno indeterminato simile a tanti altri, in un referto la possibilità di essere chiamati a breve e in prima persona a chiudere forse un'esistenza che credevamo eterna.
Questa è la ferita nella mente, prima ancora che nel corpo, inferta dalla diagnosi di cancro. Mortali, dunque.
Mortale, dunque, anch'io?
E poi?
Il seno: morbido, tiepido, accogliente.
Femminile e materno.
Ferito.
Le cure ed il dopo.
Il corpo guarisce pian piano.
Rimane la cicatrice nella mente.
Ed è, appunto, quella cicatrice nella mente che prepotente spinge all'atteggiamento serrato della difesa: spalle incurvate in avanti a protezione di quella parte cos&iacuto significativa e fragile e già violata.
Occhi chiusi al mondo, alla speranza e al futuro.
Il tango.
Nel tango possiamo provare ad essere ancora.
La musica intorno e l'attenzione portata sul ritmo del corpo.
L'ascolto attento al movimento e alla richiesta dell'altro.
Il portamento acquisito pian piano ballando: le spalle dritte, il passo lungo e deciso.
La concentrazione nel qui e nell'ora presente è oblio del luogo, del tempo e di quel che è stato. Rimane il muoversi sinuoso delle lente volute del pivot.
Il nostro essere femmina che tenta e si nega e si concede.
Sensualit&aacuto persa e ritrovata in un tango.
Occhi che si alzano a guardare ancora al domani.
Integrità rinnovata nella mente, prima ancora che nel corpo.
Paola Como


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